Incontro con Padre Lucchetta

12 maggio 2010
Inserito nel tema Attività e comunicazioni, Banchetti ed Eventi

Cari amici di UMUDUFU, mercoledì 26 maggio 2010 alle ore 16:45 presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università di Brescia si terrà un incontro con Padre Lucchetta, un missionario in Rwanda da 38 anni e che i lettori assidui di questo sito conoscono senz’altro bene poichè lui che aiutiamo con il Progetto Maibobo.

Questa è sicuramente un’ottima occasione per conoscerlo, per capire bene il nostro progetto e per ascoltare la testimonianza di un osservatore “esterno” ma solo fino ad un certo punto della situazione e delle condizioni di vita giù in Rwanda.

Interverranno anche alcuni esponenti del CeTAmb con una presentazione per la promozione della ricerca di “tecnologie appropriate” per la gestione delle problematiche ambientali nei Paesi in via di Sviluppo.

Potete scaricare il volantino dell’incontro e il trafiletto sul Giornale di Brescia, partecipate numerosi!!!

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Grazie a tutti coloro che hanno partecipato all’incontro con padre Lucchetta. Speriamo che l’evento vi sia piaciuto come è piaciuto a noi e che sia stato d’aiuto a tutti i presenti per capire la realtà del Rwanda, così diversa dalla nostra, ma in cui i problemi sono quelli che avevamo noi fino a 50 anni fa.

Un momento dell'intervento di padre Lucchetta

Progetto Maibobo

3 marzo 2009
Inserito nel tema Progetto Maibobo

Stiamo aiutando padre Giuseppe Lucchetta, un missionario, in Rwanda da 30 anni, ad organizzare una comunità di accoglienza per i minori, che vivono per le strade di Kigali, e che vengono detti Maibobo.
Sono necessari finanziamenti per il fabbisogno quotidiano di almeno dieci ragazzi e tre educatori.

L’idea è quella di costituire una comunità, gestita da tre educatori, che si occuperanno di accogliere i ragazzi (che attualmente vivono per le strade di Kigali) perchè abbiano un letto, pasti caldi, assistenza medica di primo soccorso e, soprattutto, un adulto con cui parlare.

Spesso, infatti, i ragazzi scappano da casa, proprio per mancanza di affetto, per la perdita di uno o entrambi i genitori oppure perchè la loro famiglia è troppo povera per occuparsi di loro.

Per questo il progetto ha come priorità quella della cura della relazione, basata sull’accoglienza e l’ascolto, affinchè i ragazzi possano contare su un adulto, che li aiuti a sviluppare e a credere nello loro risorse personali.

L’obiettivo ultimo sarà quello del reinserimento dei ragazzi nel tessuto sociale e magari del ripristino dei legami familiari.

Un piccolo grande progetto, che l’associazione Umudufu vuole rendere possibile, cercando di raccogliere almeno 3.000 euro all’anno per garantire l’affitto della comunità, vitto e alloggio ad almeno 10 ragazzi e agli educatori rwandesi (i quali operano a titolo gratuito, secondo una scelta di vita personale!).