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	<title>Umudufu - Associazione di volontariato Onlus &#187; Progetto Maibobo</title>
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		<title>Progetto Maibobo</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Mar 2009 23:37:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Progetto Maibobo]]></category>
		<category><![CDATA[maibobo]]></category>
		<category><![CDATA[Padre Giuseppe Lucchetta]]></category>

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		<description><![CDATA[Stiamo aiutando padre Giuseppe Lucchetta, un missionario, in Rwanda da 30 anni, ad organizzare una comunità di accoglienza per i minori, che vivono per le strade di Kigali, e che vengono detti Maibobo.
Sono necessari finanziamenti per il fabbisogno quotidiano di almeno dieci ragazzi e tre educatori.
L’idea è quella di costituire una comunità, gestita da tre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Stiamo aiutando padre Giuseppe Lucchetta, un missionario, in Rwanda da 30 anni, ad organizzare una comunità di accoglienza per i minori, che vivono per le strade di Kigali, e che vengono detti Maibobo.<br />
Sono necessari finanziamenti per il fabbisogno quotidiano di almeno dieci ragazzi e tre educatori.</p>
<p>L’idea è quella di costituire una comunità, gestita da tre educatori, che si occuperanno di accogliere i ragazzi (che attualmente vivono per le strade di Kigali) perchè abbiano un letto, pasti caldi, assistenza medica di primo soccorso e, soprattutto, un adulto con cui parlare.</p>
<p>Spesso, infatti, i ragazzi scappano da casa, proprio per mancanza di affetto, per la perdita di uno o entrambi i genitori oppure perchè la loro famiglia è troppo povera per occuparsi di loro.</p>
<p>Per questo il progetto ha come priorità quella della cura della relazione, basata sull’accoglienza e l’ascolto, affinchè i ragazzi possano contare su un adulto, che li aiuti a sviluppare e a credere nello loro risorse personali.</p>
<p>L’obiettivo ultimo sarà quello del reinserimento dei ragazzi nel tessuto sociale e magari del ripristino dei legami familiari.</p>
<p>Un piccolo grande progetto, che l’associazione Umudufu vuole rendere possibile, cercando di raccogliere almeno 3.000 euro all’anno per garantire l’affitto della comunità, vitto e alloggio ad almeno 10 ragazzi e agli educatori rwandesi (i quali operano a titolo gratuito, secondo una scelta di vita personale!).</p>
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